Nuovo capitolo della saga che ha visto protagonista, in primis, Huawei e gli USA. Stavolta a parlare in risposta alle azioni compiute dagli Stati Uniti è direttamente la Cina.
Il governo cinese, in risposta al ban nei confronti di Huawei, afferma che gli Stati Uniti dovrebbero correggere le “azioni scorrette” e si dichiara aperto al dialogo.

Tutti come Google
Il ban ha avuto un impatto negativo sul mercato globale e molte aziende stanno seguendo giorno dopo giorno l’esempio di Google.
Anche ARM (società di sviluppo di processori) ha dichiarato di avere interrotto i rapporti con Huawei, mettendo a dura prova la capacità di produrre nuovi chip per smartphone dell’azienda cinese.
In seguito alla decisione di ARM, anche Panasonic Corp. ha deciso di troncare i rapporti con Huawei, sospendendo la fornitura di alcuni componenti.
Gli ulteriori sviluppi
Il portavoce del Ministro del Commercio cinese Gao Feng in un briefing settimanale ha dichiarato quanto segue:
“Se gli Stati Uniti volessero continuare i negoziati commerciali, dovrebbero mostrare sincerità e correggere le azioni scorrette sulla base dell’uguaglianza e il rispetto reciproco. Seguiremo da vicino gli sviluppi e prepareremo le nostre risposte di conseguenza”.
Gli Stati Uniti hanno infatti accusato Huawei di lavorare per il governo cinese e di svolgere attività contrarie alla sicurezza nazionale, accuse che Huawei nega.
| Ricordiamo comunque, come già detto, che l’amministrazione Trump ha concesso a Huawei una licenza temporanea di 90 giorni, per acquistare beni dagli stati uniti e ridurre al minimo l’impatto negativo per i clienti, licenza che terminerà il 19 Agosto. |
Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha continuato le pressioni contro Huawei in un’intervista alla CNBC, affermando che il CEO di Huawei stesse mentendo riguardo i legami della sua compagnia con il governo di Pechino:
“È solo falso. Dire che non lavorano con il governo cinese è una falsa dichiarazione. È richiesto dalla legge cinese per farlo. Il CEO di Huawei, almeno riguardo questo, sta mentendo sia al popolo americano che al mondo intero”.
Pompeo ha in seguito dichiarato di aspettarsi che molte altre aziende riducessero i legami con Huawei, poiché il rischio di fare affari con essi sta diventando chiaro.
E quindi?
Secondo gli esperti del settore, per Huawei sarà molto dura assicurare una catena di approvvigionamenti stabile senza l’aiuto delle società statunitensi, perché sono difficili da sostiture.
Nessun altro colloquio commerciale è stato programmato dopo il 10 Maggio, data in cui il Presidente Trump ha bruscamente aumentato le tariffe sui beni cinesi di 200 miliardi di dollari, imponendo dei dazi sul resto delle importazioni cinesi in USA. Il governo cinese a sua volta ha imposto delle tasse sulle importazioni statunutensi.
La guerra commerciale tra Washington e Pechino infuria e i timori sui rischi della crescita finanziaria globale si alimentano sempre di più.
Fonte: Reuters
